Pompei riapre con nuovi reperti e misure di sicurezza senza precedenti

Le rovine di Pompei, la città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., hanno riaperto i visitatori il martedì tra le misure di sicurezza per prevenire il contagio del coronavirus, come un viaggio a senso unico e con la scoperta di nuovi spazi trovati durante la chiusura.

Il tour sarà delimitato tra un singolo punto di ingresso e due punti di partenza, la visita si terrà a turno ogni 15 minuti e in ogni turno si sarà solo in grado di accedere a un massimo di 40 persone, che saranno in grado di visitare l’esterno delle rovine e accedere all’interno di alcuni spazi spaziosi.

All’ingresso, i visitatori saranno sottoposti a un controllo della temperatura corporea e una volta all’interno devono indossare una maschera e mantenere una distanza di sicurezza di un metro con il resto della gente.

L’apertura avverrà in due fasi: la prima, da qui al 9 giugno, avrà un prezzo ridotto e sta cercando principalmente un pubblico locale, da Napoli e dalla Regione Campania, poiché la mobilità tra le regioni o all’estero non è ancora consentita.

Per la seconda fase il pubblico potrà accedere a più “domus” e altri spazi chiusi e il tour sarà più libero.

Tra le novità c’è la riapertura dopo un lungo periodo di “domus” di cornelius Rufo, con la sua famosa galleria di colonne e giardino adiacente.

Durante gli oltre due mesi di confinamento, gli archeologi hanno continuato a lavorare a Pompei con lo scavo della villa Civita Giuliana, fuori dal complesso, in cui è stata trovata una galleria sotterranea “con una grande ricchezza di decorazioni”, secondo i mezzi di comunicazione il direttore del parco, Massimo Massimo Osanna.

Questo importante villaggio è stato oggetto di uno scavo illegale fino a quando le autorità lo hanno scoperto nel 2018. Da allora, uno spazio “eccezionalmente conservato” è stato studiato e appena danneggiato dal terremoto che ha preceduto l’eruzione del Vesuvio 2000 anni fa.

Recentemente un team di archeologi spagnoli, composto da specialisti dell’Università di Granada e dell’Istituto di Restauro Valenciano, ha trovato anche a Pompei una delle profumerie meglio conservate dell’epoca romana.

Il team ha trovato un ufficio di produzione di profumi situato nella Casa di Ariadna, una cupola situata nel cuore nervoso di questa città romana.

La scoperta, conosciuta venerdì scorso, ha permesso una migliore analisi della filiera produttiva di unguenti e profumi romani.

Tra i primi visitatori degli scavi ci sono due turisti americani, che hanno viaggiato in Italia prima del declino il 10 marzo e che sono stati bloccati nel paese da allora, come riportato dal sito archeologico.

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